Dio conosce ogni soluzione e la fine di ogni cosa come se fosse già decisa anzitempo. Questa logica con la quale Dio segue gli eventi, di cui, ne conosce la fine è in contrasto con il ragionamento della nostra mente. L’uomo riflette sul fatto che se, Dio, conosce la fine di tutte le cose che necessità avrebbe di seguire gli eventi? Questo è un problema irrisolvibile essendo la logica basata sulla realtà materiale ove regna la cronologia dei fatti e la misura del tempo. Tuttavia, anche Dio considera il tempo, si pensi ai quattro cent’anni di schiavitù del popolo ebreo in Egitto. Egli aspetta il compiersi del tempo, specialmente nell’Apocalisse. Quindi il tempo, sarebbe relativo ai fatti che succedono sulla terra, mentre per Dio sono programmati, non soggetti al tempo. Così, da intendere come i sei giorni della creazione, ove non sappiamo quanto grande sia stato il tempo di ciascun giorno. Potremmo concludere che questo universo giace sulle tenebre ove regna il tempo, mentre nel regno di Dio non esiste il tempo. Tuttavia, è davvero così? Dobbiamo definire cosa sia il tempo e cosa sia l’eternità. Il tempo, se è determinato ha un termine se è indeterminato non ha un termine. L’eternità nasce dal tempo senza fine, cioè senza termine ma che comunque nel corso il tempo esiste. Sembra, allora, che potremmo definire che il tempo esista in questo mondo e anche nel regno di Dio, essendo che, qui è calcolato anche se è valutato senza limite, nel regno di Dio non esiste il calcolato né del determinato né dell’indeterminato, in cui, il tempo senza fine prende il nome di eternità.
Pace e fede nel Signore
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Dio può conoscere gli eventi, prima che questi accadano. Questa sua capacità è ben descritta dal profeta Isaia 46:10 con queste parole: “Io dal principio annunzio la fine e, molto prima, quanto non è stato ancora compiuto; io che dico: «Il mio progetto resta valido, io compirò ogni mia volontà!».
Dio si presenta all’uomo come colui che può leggere il futuro, può condizionarlo, e può conoscere le messe di ogni uomo. La Scrittura dice che Dio ha un “progetto”, un proposito, una sia volontà che vuole realizzare. Per questa sua volontà, Gesù ci insegnò a pregare dicendo: “Venga il tuo Regno e si compia la tua volontà in terra come in cielo” (Matteo 6:9-10)
Dio lascia all’uomo il libero arbitrio e la capacità di prendere decisioni, ma cosa può fare se le decisioni dell’uomo contrastano i suoi piani futuri? Isaia 46:11 dice che può influire su altri uomini per impedire che la decisione di chi può contrastare il suo progetto non abbia successo. Similmente in Proverbi 21:1 è detto che può mettere nel cuore di una autorità terrena la volontà di emettere una legge che blocchi il progetto che contrasta con la sua volontà.
In Isaia 44:25-28; 45:1-7, Dio disse che in futuro il suo popolo sarebbe stato portato schiavon in Babilonia per 70 anni. Prima che ciò accadesse, Dio indicò che scaduto i 70 anni certo Ciro (Ciro il Grande il Persiano) avrebbe liberato il suo popolo da quella schiavitù. Predisse il nome di questo liberatore circa 150 anni prima che nascesse, e così avvenne.
Un esempio futuro: Oggi le Potenze mondiali dispongono di distruttive armi nucleari. In un discorso sul disarmo, il segretario dell’ONU, arrivò a dire che solo Stati Uniti e Russia dispongono di armi nucleari per distruggere 11 volte il mondo. Questa era una cosa inimmaginabile fino a qualche secolo fa. Quando l’apostolo Giovanni scrisse questa profezia, le armi più potenti erano gli elefanti di Pirro, che non potevano distruggere la terra, ma solo concimarla. Dio, leggendo il futuro e la malvagità dei cuoi umani, aveva previsto questa pericolosa situazione, tanto che circa 2.000 anni fa, nell’Apocalisse 11:18, parlando del suo futuro giudizio dice che impedirà una tal cosa, dicendo che interverrà: “Per distruggere quelli che distruggono la terra” (segue pag.2)
Pag. 2 > Il fatto che Dio preveda i grandi eventi e in particolare quelli che possono interferire con il suo proposito, significa che legga ogni cosa del futuro? Per capirlo esaminiamo una esperienza che riguarda il fedele Abramo
In passato, Dio parlò a uomini fedeli, tramite i suoi messaggeri celesti e lo fece come se fosse egli stesso a parlare. Nella Bibbia il nome ANGELO, sia in ebraico malʼàkh, che in greco àggelos significano letteralmente “messaggero”. Un’occasione in cui Dio parlò ad un suo adoratore mediante un angelo fu quando fermò Abramo che stava per ubbidire al suo comando di sacrificare il figlio Isacco.
Genesi 22:9-12 dice: “così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna. 10 Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. 11 Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!».
12 L'angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! ORA SO che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio».
Va notato che l’angelo non dice “temi Dio è NON GLI HAI rifiutato tuo figlio”, ma dice “NON MI HAI RIFIUTATO TUO FIGLIO” come se fosse Dio stesso a parlagli e questo pensiero è preceduto dall’introduzione. “ORA SO CHE TEMI DIO”
Cosa significa questo? Poiché Dio non mente, dicendo “ora so” significa che prima non lo sapeva, o non sapeva fino a che punto Abramo avesse santo timore di Lui. Significa che, anche se Dio può leggere il futuro, non è detto che stia tutto il giorno a leggerlo, ma legge solo ciò che vuole leggere, e nel momento in cui lo vuole leggere. In molti casi Dio mostra fiducia nell’uomo che lo ama, come nel rapporto di un Padre verso un figlio che si è fatto una buona reputazione. L’uomo è stato creato a “immagine di Dio”, cioè con proporzionate e limitate qualità simile alle sue e fra queste capacità c’è quella che possiamo leggere il passato e il presente, ma il fatto che sappiamo leggere, non significa che tutto il giorno leggiamo. Noi leggiamo solo ciò che ci interessa, sarebbe inspiegabile se Dio non potrebbe scegliere di farlo.
Dio vi benedica
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