giovedì, ottobre 01, 2026

A CHI È SIMILE IL REGNO DEI CIELI?

 


 La parabola “di chi è simile il regno dei cieli” espressa in Matteo 20:1 Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa… non coinciderebbe con la logica di una corretta amministrazione né con la ipotetica esistenza del mondo divino, essendo che, dovrebbe richiamare la funzionalità delle cose divine e non il padrone di un podere. Nel leggere il capitolo è logico che il lavoro non è pagato a tempo o a ore sulla giornata lavorativa. Tuttavia, sulla parabola esposta da Gesù è pagato secondo l’accordo ma anche sul merito, ove, prende corpo la libera valutazione del padrone di decidere il salario secondo l’andamento della sua stima del lavoro. Cosa significa che nel regno di Dio il padrone valuta il compimento del lavoro, cioè, il risultato nel tempo prestabilito e se per completarlo necessita un’alternativa di incrementare il lavoro per arrivare a quel tempo prestabilito pagherà i lavoratori extra con lo stesso salario per il raggiungimento dello scopo. Ecco che i primi lavoratori accordati si trovano sottopagati, i quali, non considerano l’importanza dello scopo del lavoro che ha il padrone per completare nel tempo prestabilito il suo impegno. Ecco che subentra il significato del ministero di Dio, che ha i tempi da Lui stabiliti per il qual motivo, alcuni chiamati ultimi potrebbero essere privilegiati causando il mal contento dei primi. Tuttavia, non è stato facile per i lavoratori che si sono accordati per il giorno di lavoro capire questo sistema, per cui, Gesù non si è messo a spiegare loro i motivi della sua decisione ma ha volutamente espresso la libera scelta del padrone che ha valutato il lavoro secondo il suo giudizio, senza dar meno di quando pattuito a ciascuno.  Questo principio è stato manifestato con questa parabola di Gesù, per tutti quelli che Dio chiamerà alla vocazione della salvezza, essendo che, non sarebbe equo che gli ultimi convertiti godessero meno privilegi dei primi, essendo che, la salvezza è uguale per tutti. Questa similitudine del regno di Dio è molto importante, essendo che, in essa si intuisce l’amore di Dio. Ecco perché la salvezza è uguale per tutti poiché si è felice sia per i primi chiamati che per gli ultimi. Ora si capisce perché il regno dei cieli è come un padrone che sebbene valuti diversamente i lavoratori il fine del valore della esistenza è uguale per tutti. Così, è importante che il premio sia uguale ma non il lavoro. Da ciò si deduce, che la sussistenza è importante per il regno dei cieli e non la ricchezza di questo mondo. Se si è fatto più lavoro esso va alla gloria di Dio, non dimenticandoci che Dio ha dato suo Figlio Gesù per la salvezza di tutti, sia per i primi che per gli ultimi, essendo che, per primo si è posto come servitore, cioè come ultimo, trascurando la sua divina origine e soprattutto quella di Creatore.

Pace e fede nel Signore

 

mercoledì, settembre 30, 2026

PERCHE’ DIO RISCATTO' GIACOBBE?

 


È molto difficile capire il motivo come Dio possa riscattare qualcuno a cui vuol far grazia se Egli è il l’unico creatore e il padrone di tutto. Da chi dovrebbe riscattare l’uomo? E perché dovrebbe pagare anche un prezzo per il riscatto? Questo è un problema. Se per l’uomo Dio può pagare un riscatto, quanto è stato il prezzo per riscattare Gesù che ha salvato il mondo?  Ci riferiamo per primo a Giacobbe che Dio per il suo riscatto ha dato: Isaia 43:3 perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d'Israele, il tuo salvatore; io ho dato l'Egitto come tuo riscatto, l'Etiopia e Seba al tuo posto. Ma a chi Dio ha dato l’Egitto e l’Etiopia? Ebbene, l’unico riferimento che abbiamo, ci porta al capitolo Giobbe 1:8 …. Il Signore disse a Satana: Hai notato il mio servo Giobbe? Non ce n'è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Dio e fugga il male.  (12) Poi il Signore disse a Satana: Ebbene, tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona. In questo caso Dio non ha dato alcun riscatto per Giobbe ma ha permesso che satana eseguisse la sua opera. Tuttavia, satana ha toccato il suo corpo duramente, Giobbe 2:7 Satana si ritirò dalla presenza del Signore e colpì Giobbe di un'ulcera maligna dalla pianta dei piedi alla sommità del capo. Da questo si comprende che quando Dio paga il riscatto l’uomo è esentato dalla rovina come lo è stato con Giacobbe. Ma in riguardo al riscatto, cosa ne farebbe satana dell’Egitto e dell’Etiopia? Questo è un problema. Diverrebbero queste nazioni fuori dalla grazia di Dio e passerebbero sotto il controllo di satana? Dio lo sa. Diverso è invece il riscatto di Gesù. Prima di tutto, essendo Gesù la primizia incorruttibile, non è sottoposto a satana ma viceversa per il fatto che è il seme di Dio incorruttibile e santo, non può essere posto al giudizio di satana ma è stato permesso solo di corromperlo nel deserto. Gesù sulla terra scacciando i demoni, satana ne era sottoposto. Il riscatto di cui si parla invece è nei confronti della condanna di Dio data ad Adamo ed Eva per il peccato originale, quindi, per obliterare la pena eterna data da Dio fu necessario un sacrificio divino con la vita di Gesù che ha dato la libertà all’uomo sottoposto alla pena eterna. Se Dio ha riscattato Giacobbe è logico pensare che deve esserci stato una pretesa di satana come lo fu con Giobbe. Ma quale potrebbe essere questa pretesa di satana?  Si potrebbe pensare alla scelta che Dio fece di favorire Giacobbe e non Esaù come primo nato. Perché Giacobbe doveva essere Israele, capo stipite degli Israeliani. Così, a parere nostro, decise Dio. Questo fatto è stato importante per il futuro del popolo di Dio e per il suo ministero perché Gesù avrebbe dovuto salvare Israele già scritto nel libro della vita. Questo è quanto possiamo interpretare.  Ma solo Dio lo sa.  

Pace e fede nel Signore       

 

mercoledì, luglio 08, 2026

NEI PRODIGI DIO E' PRESENTE?

 


 

È sempre stato il desiderio dell’uomo di vedere Dio nella sua persona come Egli è ma ciò non è mai avvenuto, solo Mose ha visto la sua gloria di spalle. Esodo 33: 21 E il Signore disse: Ecco qui un luogo vicino a me, tu starai su quel masso, 22 mentre passerà la mia gloria. Strano che di questo evento, Mose non ne parla per lo scopo di contemplare la gloria di Dio. Si pensa che non sia riuscito ad identificarla per la sua straordinaria composizione di luci e di sublimazione di eventi complessi ed insoliti da non potersi descrivere dalla mente umana, essendo che, Mose si è trovato al limite tra vedere Dio e morire e vedere la sua gloria e non poterla spiegare. Tuttavia, Dio offre delle possibilità all’uomo di notare la sua presenza indiretta attraverso i prodigi nel momento in cui si manifestano, per cui, sarebbe da immaginarlo come se stesse operando davanti a noi in Spirito. Esodo 4:4 …Egli stese la mano, lo prese ed esso ritornò un bastone nella sua mano. 5 Farai questo, disse il Signore, affinché credano che il Signore, il Dio dei loro padri, il Dio di Abramo, il Dio d'Isacco e il Dio di Giacobbe ti è apparso. Quindi quando vediamo un prodigio, Dio è presente come dice apparso attraverso la potenza di quel prodigio nella quale posiamo avvertire l’intensità della sua presenza. Da questo si nota che in tutti i miracoli che ha fatto Gesù avvolte vi è stata la collaborazione di Dio con la sua presenza, tranne in alcuni casi ove ha operato solo Dio. Si ricordi la lo squarcio della cortina nel momento della morte di Gesù, ove il cielo si oscurò.  Matteo,51 Ed ecco, la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si schiantarono, 52 ... le tombe s'aprirono e molti corpi dei santi, che dormivano risuscitarono…  È stata la presenza di Dio nella inoperosità di Gesù che era morto in croce, che ha preso dominio nell’attuare i prodigi e lì Egli era presente. Così possiamo dire che se Dio era presente nella crocifissione in modo invisibile tutti ne avvertirono l’azione. Ancora in modo più saliente, la sua presenza si nota, quando Mose batté il bastone contro il Mar Rosso e Dio, separò il mare. Così fu nella colonna di fuoco contro il faraone. Ma cosa succede quando Gesù sana le malattie? Qui il miracolo è eseguito da Gesù sul corpo della persona, ove, le cellule malefiche al suon del suo comando si disintegrano dando posto alle cellule naturali, tutto fatto all’istante. Da questo possiamo dire che Gesù oltre ad avere potere di commendare la natura ha potere di comandare tutte le parti dell’organismo del nostro corpo ed essi miracolosamente lo ascoltano, sia che Gesù sia presente sia che si trovi a distanza. Una prova della presenza di Dio in mezzo al miracolo, la possiamo vedere nel momento che Dio ha parlato a Mose nel pruno ardente e in mezzo a quel fuoco che non consumava, vi era lo Spirito di Dio che si rendeva presente davanti all’uomo. Dio vedeva ogni singola cosa mentre stava in mezzo al prodigio, tale che gli disse a Mose di togliersi i sandali, poiché, quella era terra santa. Una delle ragioni che pensiamo che l’uomo non possa vedere Dio è per il fatto che l’uomo è contaminato dal peccato, essendo che, tutto ciò che circonda Dio è e deve essere santo, come lo era nel Giardino quando passeggiava con l’uomo, e la creatura pura e santa vedeva Dio.    

Pace e fede nel Signore