giovedì, giugno 11, 2026

DIO INDURISCE IL CUORE DEL FARAONE

 

Il carattere di Dio non può essere compreso dall’uomo, anche se il suo discorso segue il filo logico, può esso stesso proseguire in senso diverso e spesso contrario, ottenendo un risultato vincente che superiore la logica umana. Esodo 7:3 Ma io indurerò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel paese d'Egitto. Perché Dio avendo potuto non intervenire, lasciando libera la decisione del faraone, ha voluto indurire il suo cuore? Se dovessimo pensare che il faraone avrebbe potuto dire di sì all’esodo degli Israeliti dalla terra d’Egitto, con l’intervento di Dio che gli ha indurito il cuore, non lo sappiamo più. Ma se fosse stato al contrario che il faraone non a avrebbe deciso di liberare il popolo di Israele, allora, l’intervento di Dio sarebbe stato considerato come evidente soccorso del suo popolo e la sua gloria sarebbe stata palese. Ma se questa nostra logica risultasse illogica per il percorso della salvezza e del riconoscimento di Dio come l’unico salvatore, allora, ci troveremmo nella illogicità dell’intervento post dell’azione del faraone. Da questo potremmo riassumere che Dio ha agito in quel modo, prima per la dura cervice del suo popolo e poi per la obbligazione di sottometterlo alla sua Legge con i dieci comandamenti. Infatti, con tutto ciò, il popolo ribellandosi a Dio rimase disperso nel deserto per oltre quarant’anni, affinché, tutta la generazione ribelle fosse morta. Ecco che la illogicità di Dio è diventata produttiva del giusto giudizio e del giusto fare. Questo ci espone, che l’uomo non deve mai discutere il fare e il dire di Dio, essendo che, la sua illogicità ha sempre trionfato per il raggiungimento del giusto, infatti, quando Dio ha separato il Mar Rosso e tratto in salvo il suo popolo, è stata la illogicità di Dio che ha superato la logica dell’uomo. Il miracolo che abbiamo visto nella separazione del mare, è stato la sua potenza che ha trasformato l’illogico in logico, di cui, l’uomo ne deve tenere sempre presente per aver fede in Lui, anche oggi, che non si fa vedere né sentire. Se Dio indurisce il cuore di qualcuno non solo è per un fine logico divino ma soprattutto per il bene di chi ne trarrà beneficio. Se la morte in croce di Gesù è stata illogica per l’uomo è logica per Dio, per il fatto che, l’umanità non riesce sia a comprendere il suo sacrifico né comprende il proprio peccato. Così, da questa incapacità di intendere le cose di Dio l’uomo deve piegarsi alla sua illogicità come se fosse la più eccelsa sopra la saggezza umana. 

Pace e fede nel Signore  

 


venerdì, maggio 01, 2026

COME SEGUE GLI EVENTI DIO?

 


Dio conosce ogni soluzione e la fine di ogni cosa come se fosse già decisa anzitempo. Questa logica con la quale Dio segue gli eventi, di cui, ne conosce la fine è in contrasto con il ragionamento della nostra mente. L’uomo riflette sul fatto che se, Dio, conosce la fine di tutte le cose che necessità avrebbe di seguire gli eventi? Questo è un problema irrisolvibile essendo la logica basata sulla realtà materiale ove regna la cronologia dei fatti e la misura del tempo. Tuttavia, anche Dio considera il tempo, si pensi ai quattro cent’anni di schiavitù del popolo ebreo in Egitto. Egli aspetta il compiersi del tempo, specialmente nell’Apocalisse. Quindi il tempo, sarebbe relativo ai fatti che succedono sulla terra, mentre per Dio sono programmati, non soggetti al tempo. Così, da intendere come i sei giorni della creazione, ove non sappiamo quanto grande sia stato il tempo di ciascun giorno. Potremmo concludere che questo universo giace sulle tenebre ove regna il tempo, mentre nel regno di Dio non esiste il tempo. Tuttavia, è davvero così? Dobbiamo definire cosa sia il tempo e cosa sia l’eternità. Il tempo, se è determinato ha un termine se è indeterminato non ha un termine. L’eternità nasce dal tempo senza fine, cioè senza termine ma che comunque nel corso il tempo esiste. Sembra, allora, che potremmo definire che il tempo esista in questo mondo e anche nel regno di Dio, essendo che, qui è calcolato anche se è valutato senza limite, nel regno di Dio non esiste il calcolato né del determinato né dell’indeterminato, in cui, il tempo senza fine prende il nome di eternità. 

Pace e fede nel Signore 

giovedì, aprile 30, 2026

DIO E I TESORI DELLA TERRA


Isaia 43:3 io ti darò i tesori nascosti nelle tenebre, le ricchezze riposte in luoghi segreti, affinché tu riconosca che io sono il Signore che ti chiama per nome, il Dio d'Israele. Quando Dio dice: “io ti darò”, questa disponibilità di trarre i tesori nascosti, implica che Dio nella creazione li ha disposti e li ha messi dentro la terra, così pure, tutti gli elementi per il raggiungimento dell’uomo al presupposto di diventare eterno. Ma la condizione di questo raggiungimento divino dell’uomo è stata fermata nel momento in cui Dio ha posto degli angeli cherubini alle porte dell’Eden: che avrebbero vibrato spade fiammeggianti per impedire all’uomo che raggiungesse l’albero della vita eterna. Ma, a suo piacere Dio ne può disporne e permettere che l’uomo ne abbia conoscenza. Tuttavia, l’incessante tentativo di satana di raggiungere l’obbiettivo di mettere le mani sull’albero della vita eterna non si ferma, vedasi i robot umanoidi o la IA che dominano la mente umana. Questi elementi danno uno spiraglio di un falso raggiungimento che non può mai essere risolutivo. Servono solo a dare una pseudo apparenza di un progresso che si proietta come una curva tendente all’eterno senza mai raggiungerlo. La materia non può sostituire la carne né la carne può sostituire lo spirito. Così, l’argilla non può mai formarsi senza lo spirito che, a sua volta, fa muovere la carne. Quindi l’uomo si trova tra l’argilla e lo spirito, prigioniero di un elemento creato e di uno spirito creatore. Egli può essere tutto se guarda lo spirito e nessuno se guarda la materia. Questa è la condizione che l’uomo ha scelto con la sua disubbidienza, la quale, il privilegio che ne può trarre è solo la morte.  L’uscita da questa impasse sarebbe la deviazione dell’obbiettivo, cioè, lasciare il miraggio e proseguire il fine, andare diritto verso quello che non vede credendo che esso è quello che lo mantiene in vita. Così, nelle tenebre sono nascoste delle ricchezze liberatorie non accessibili, di cui, solo Dio ne conosce la natura e i mezzi di usufruirle, ma solo a chi vuole darle.

Pace e fede nel Signore