lunedì, giugno 22, 2026

IL CUORE DIVISO DI SALOMONE

 


Salomone, figlio di Davide, è stato il più saggio re di tutti i tempi, tuttavia, in lui vediamo il dibattersi della forza della fede e quella del cuore umano in un mistero di esistenza e di egoismo. L’anima dell’uomo si trova a fronteggiare la promessa data a Dio contro il fuoco del desiderio della vita, per cui, la mente obliterata dal fascino e dalla debolezza di assecondare il desiderio della donna cade come cadde ad Adamo nel Giardino. Salomone essendo stato fortificato dalla promessa di Dio, si trovò favorito dalla sua benedizione mentre Adamo si trovò di fronte alla legge di Dio.  Se il primo godette del perdono perché figlio di Davide, Adamo non ebbe nessun privilegio né scusante del suo peccato. Questi due uomini hanno avuto la possibilità di vedere Dio, uno in persona e l’altro nel sogno, eppure il loro cuore ha fallito di essere fedele, essendo che, nessun timore colpì i loro cuori perché invasi dall’egoismo. Alla umile e genuina richiesta di Salomone a Dio, quella di avere un cuore intelligente perché egli potesse amministrare la giustizia al popolo, è stata quella che ha toccato il cuore di Dio che, per tale sincerità, lo arricchì di sapienza e di ricchezza. Tuttavia, ci sono volute settecento moglie e trecento concubine per fargli mutare la fede in disubbidienza. Ebbene, se Dio lo perdonò per il concubinaggio non lo perdonò per l’idolatria, per la quale, fu precisamente avvertito. Così come Saul, disubbidì Dio, Salomone seguì la stessa traccia, arrivando ad essere insensibile alla voce di Dio, tale che, la pazzia lo conquistò come opera scaturita da satana. Tutto ciò che Dio gli aveva fatto acquistare fu raso al suolo, essendo che, Salomone fece ciò che è male e non seguì pienamente il Signore, come aveva fatto Davide suo padre. Da questo, egli resterà come esempio della testimonianza di come Dio opera e segue gli eventi sulla terra e come può alzare un uomo e come può abbassarlo. Salomone si illuse che Dio avendogli dato la benedizione sarebbe stato privilegiato come suo padre Davide. Ma il suo peccato di adorare gli dei che Dio gli aveva proibito fu talmente grave che nessuna rimessone fu sufficiente per ricevere il perdono. Egli non capì la saggezza che Dio gli aveva dato avendola erroneamente considerata immutabile come se fosse una proprietà naturale del suo carattere. Solo nel momento della morte capì il suo errore egoistico di avere sottovalutato Dio e favorito gli dei stranieri. Un esempio di fedeltà assoluta che vuole Dio da ciascun fedele è che nessuno si lasci sedurre da satana ma che deve guardare la propria fede e il bene dell’anima che è la sola a ricevere il beneficio dell’eternità. La storia di Salmone ci affascina e ci affligge, nel pensare che un uomo, avendo sentito la voce di Dio, visto Dio nel sogno e ricevuto la ricchezza promessa, potesse fare un atto di disubbidienza così grave. Ciò ci fa pensare che la mente umana può assorbire tutto e niente nello stesso tempo.  

Pace e fede nel Signore 

 

 

giovedì, giugno 11, 2026

DIO INDURISCE IL CUORE DEL FARAONE

 

Il carattere di Dio non può essere compreso dall’uomo, anche se il suo discorso segue il filo logico, può esso stesso proseguire in senso diverso e spesso contrario, ottenendo un risultato vincente che superiore la logica umana. Esodo 7:3 Ma io indurerò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel paese d'Egitto. Perché Dio avendo potuto non intervenire, lasciando libera la decisione del faraone, ha voluto indurire il suo cuore? Se dovessimo pensare che il faraone avrebbe potuto dire di sì all’esodo degli Israeliti dalla terra d’Egitto, con l’intervento di Dio che gli ha indurito il cuore, non lo sappiamo più. Ma se fosse stato al contrario che il faraone non avrebbe deciso di liberare il popolo di Israele, allora, l’intervento di Dio sarebbe stato considerato come evidente soccorso del suo popolo e la sua gloria sarebbe stata palese. Ma se questa nostra logica risultasse illogica per il percorso della salvezza e del riconoscimento di Dio come l’unico salvatore, allora, ci troveremmo nella illogicità dell’intervento post dell’azione del faraone. Da questo potremmo riassumere che Dio ha agito in quel modo, prima per la dura cervice del suo popolo e poi per la obbligazione di sottometterlo alla sua Legge con i dieci comandamenti. Infatti, con tutto ciò, il popolo ribellandosi a Dio rimase disperso nel deserto per oltre quarant’anni, affinché, tutta la generazione ribelle fosse morta. Ecco che la illogicità di Dio è diventata produttiva del giusto giudizio e del giusto fare. Questo ci espone, che l’uomo non deve mai discutere il fare e il dire di Dio, essendo che, la sua illogicità ha sempre trionfato per il raggiungimento del giusto, infatti, quando Dio ha separato il Mar Rosso e tratto in salvo il suo popolo, è stata la illogicità di Dio che ha superato la logica dell’uomo. Il miracolo che abbiamo visto nella separazione del mare, è stato la sua potenza che ha trasformato l’illogico in logico, di cui, l’uomo ne deve tenere sempre presente per aver fede in Lui, anche oggi, che non si fa vedere né sentire. Se Dio indurisce il cuore di qualcuno non solo è per un fine logico divino ma soprattutto per il bene di chi ne trarrà beneficio. Se la morte in croce di Gesù è stata illogica per l’uomo è logica per Dio, per il fatto che, l’umanità non riesce sia a comprendere il suo sacrifico né comprende il proprio peccato. Così, da questa incapacità di intendere le cose di Dio l’uomo deve piegarsi alla sua illogicità come se fosse la più eccelsa sopra la saggezza umana. 

Pace e fede nel Signore  

 


venerdì, maggio 01, 2026

COME SEGUE GLI EVENTI DIO?

 


Dio conosce ogni soluzione e la fine di ogni cosa come se fosse già decisa anzitempo. Questa logica con la quale Dio segue gli eventi, di cui, ne conosce la fine è in contrasto con il ragionamento della nostra mente. L’uomo riflette sul fatto che se, Dio, conosce la fine di tutte le cose che necessità avrebbe di seguire gli eventi? Questo è un problema irrisolvibile essendo la logica basata sulla realtà materiale ove regna la cronologia dei fatti e la misura del tempo. Tuttavia, anche Dio considera il tempo, si pensi ai quattro cent’anni di schiavitù del popolo ebreo in Egitto. Egli aspetta il compiersi del tempo, specialmente nell’Apocalisse. Quindi il tempo, sarebbe relativo ai fatti che succedono sulla terra, mentre per Dio sono programmati, non soggetti al tempo. Così, da intendere come i sei giorni della creazione, ove non sappiamo quanto grande sia stato il tempo di ciascun giorno. Potremmo concludere che questo universo giace sulle tenebre ove regna il tempo, mentre nel regno di Dio non esiste il tempo. Tuttavia, è davvero così? Dobbiamo definire cosa sia il tempo e cosa sia l’eternità. Il tempo, se è determinato ha un termine se è indeterminato non ha un termine. L’eternità nasce dal tempo senza fine, cioè senza termine ma che comunque nel corso il tempo esiste. Sembra, allora, che potremmo definire che il tempo esista in questo mondo e anche nel regno di Dio, essendo che, qui è calcolato anche se è valutato senza limite, nel regno di Dio non esiste il calcolato né del determinato né dell’indeterminato, in cui, il tempo senza fine prende il nome di eternità. 

Pace e fede nel Signore