mercoledì, agosto 06, 2025

LA MORTE DEL RE SAUL

 


Il caso della morte di Saul ha per molto tempo suscitato dubbi di interpretazione da indurre gli studiosi ad affermare che nelle Sacre Scritture, su quella circostanza, vi fosse una contraddizione. Nel merito vengono considerati le due versioni di 1 Samuele 31 e l’altra 2 Samuele 1, ove, in quest’ultima appare una presenza di un Amalechita.  Consideriamo per ordine cronologico il capitolo di 1Samuele 31: 4 Saul disse al suo scudiero: Sfodera la spada e trafiggimi, affinché questi *incirconcisi non vengano a trafiggermi e a farmi oltraggio. Ma lo scudiero non volle farlo, perché aveva paura. Allora Saul prese la propria spada e vi si gettò sopra. 5 Lo scudiero di Saul, vedendolo morto, si gettò anch'egli sulla propria spada e morì con lui. A questo punto notiamo che lo scudiero, ha visto che Saul era morto. Effettivamente egli credette che era morto, essendo che, con ulteriore prova nell’altro capitolo di 2 Samuele 1 dice che in prossimità si trovò un Amalechita che fu chiamato da Saul ancora in vita ma sotto vertigini, ciò ci porta a pensare che il fatto che si sia buttato sulla spada si sia ferito gravemente da potere ancora parlare come in fin di vita.  2 Samuele 1:8 Egli mi chiese: Chi sei? Gli risposi: Sono un Amalechita. 9 Egli mi disse: Avvicinati a me e finiscimi, perché sono preso da vertigine, anche se sono ancora vivo. 10 Io dunque mi avvicinai e lo uccisi, perché sapevo che, una volta caduto, non avrebbe potuto vivere. La veracità delle due versioni viene avvalorata dal fatto che l’Amalechita dopo che Saul morì prese la corona e il braccialetto come prova da mostrare a Davide. Questa versione, a sua volta, viene convalidata dal fatto che   1 Samuele 31:9 Tagliarono la testa a Saul, lo spogliarono delle sue armi e mandarono intorno, per il paese dei Filistei, ad annunciare la buona notizia nei templi dei loro idoli e al popolo; 10 collocarono le armi di lui nel tempio di Astarte e appesero il suo cadavere alle mura di Bet-San. In questa versione si nota che i Filistei avendo trovato Saul morto, lo spogliarono dalle armi ma non dalla corona e del braccialetto che lo aveva già portato via l’Amalechita.  Questa è la versione dei fatti più credibile e che sia concorde alla Scrittura. Ora consideriamo l’azione della morte di Saul se l’atrocità effettuata sul suo corpo di Saul sia da considerarla voluta da Dio o se vi sia stata invece l’opera di satana.  1 Croniche 10: 14 mentre non aveva consultato il Signore. E il Signore lo fece morire, e trasferì il regno a Davide, figlio d'Isai. In questi brani leggiamo che Dio a Saul lo fece morire. Saul così è morto non ucciso da altri ma come si a dice a un re. Egli si uccise da sé stesso. Questo atto può essere considerato singolare perché l’Unto di Dio, nessuno lo avrebbe dovuto inquinare o ucciderlo con la spada di un mondano. Ma se questa possa essere interpretata una forma di privilegio per l’unto di Dio, dall’altro lato vediamo l’opera di satana disprezzare l’unto di Dio. Poiché, se da un lato Dio permise la morte a Saul a rango di re, satana gli fa staccare la testa e la fa impalare nel tempio del dio pagano dei Filistei. Cosa atroce che Dio non avrebbe permesso e che poi provvederà con Davide la vendetta contro i Filistei. Il corpo di Saul viene raccolto dopo dagli Israeliti con tutta la testa e bruciato come loro uso.  Non è da meravigliarsi se la morte di Saul fu volontà da Dio, noi conosciamo Dio e la sua giustizia e il suo amore ma anche e soprattutto la sua ira se l’uomo lo raggira.

Pace e fede nel Signore.  

 

7 commenti:

Vitaliano ha detto...

Ho letto con attenzione e interesse sul suo Blog “Viaggio nella Bibbia” l’articolo: MORTE DEL RE SAAUL, e certe osservazioni mi hanno spinto a fere ricerche sull’argomento. Lei dice che il racconto di 1Sam. 31:1-13 e quello di 2Sam 1:1-8 sembrano contraddittori, ma alla fine conclude che l’Amalechita descritto in 2Sam 1:1-8 in effetti uccise Saul che non era morto come si afferma in 1Sam.31:1-13. Ma non potrebbe esserci un altro intendimento? 1 Samuele 31, riporta le parole dei tre profeti che scrissero il libro di 1Samuele, (Samuele, Gad, e Natan) “Ispirati da Dio” (2Timoteo 3:15, 2Pietro 1:21) mentre (Gad e Natan, dopo che Samuele morì) scrissero 2 Samuele, e riportano testualmente le parole pronunciate dall’incirconciso Amalechita, il quale non era ispirato da Dio. - 1Samuele 31:1-13 dice che Saul era gravemente ferito e addolorato per la morte dei sui figli e la sconfitta del suo esercito. Chiede al suo scudiero di ucciderlo, ma lui si rifiuta perché gli ebrei avevano profondo rispetto per l’Unto del Signore anche se era malvagio. Saul si uccide gettandosi sulla sua spada e il suo scudiero fa altrettanto.
Chi fu testimone oculare di quel suicidio?
1 Samuele 31 non menziona nessun Amalechita. Al verso 7 dice che gli Israeliti che erano di là dalla valle dal Giordano videro gli uomini d'Israele si diedero alla fuga e che Saul e i suoi figli erano morti. Il verso 8 aggiunge che “il giorno dopo i filistei arrivarono” e decapitarono Saul, tolsero la sua armatura esponendola in tutta la Filistea “e lo appesero alle mura di Bet San”. Nei versi 11-13 è detto che “quando gli ebrei di Jabesh di Galaad vennero a saperlo, gli uomini valorosi andarono a togliere dalle mura di Beth-Shan il cadavere di Saul e dei suoi figli; tornarono a Jabesh, li bruciarono, li seppellirono, e digiunarono per sette giorni.” (segue pa. 2)

Vitaliano ha detto...

pag. 2 > Tutto questo avvenne “il giorno dopo” la morte di Saul, quindi, per la morte di Saul, ci furono molti testimoni oculari ebrei che lo confermano. (ver.7)
Premessa: Saul in quel tempo era diventato disubbidiente, arrivando anche a praticare lo spiritismo con la strega di Endor. Chi erano gli Amalechiti? Discendenti di Esaù il cui odio verso (Giacobbe o Israele era ancestrale). Furono la prima nazione che fece guerra nel deserto a Israele appena uscito dalla schiavitù d’Egitto (Numeri 24:20; Esodo 17:8-9, 14) Dio giurò che a suo tempo li avrebbe sterminati tutti. Amalec confinava con la Filistea ed erano loro amici. Ai giorni dei Re, Dio decise che era arrivato il tempo di eliminarli tutti assieme a tutti i loro averi perché ogni cosa era contaminata e veicolo di infezioni, come indicato in Levitico 18:3, 6, 21-27 (Quei popoli avevano rapporti sessuali fra padri e figlie, madri e figli e fratelli e sorelle, rapporti omosessuali, e sia uomini che donne praticavano sesso con animali, e bruciavano i loro figli in sacrificio agli Dei)
In 1Samuele 15:2, 11, Dio dice a Saul che è arrivato il tempo di eseguire in suo giudizio. Saul esegue parzialmente l’ordine di Dio. Al ver. 11 Dio gli dice d’essere indignato contro di lui. Le sue giustificazioni non reggono e Dio gli dice che “lo ha rigettato come Re”. Poi Dio invia Samuele ad ungere Davide come nuovo Re come è detto in 1Samuele 16:13-15 “Samuele prese il corno dell'olio e lo consacrò con l'unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi. Samuele poi si alzò e tornò a Rama. 14 Lo spirito del Signore si era ritirato da Saul ed egli veniva atterrito da uno spirito cattivo, da parte del Signore. 15 Allora i servi di Saul gli dissero: «Vedi, un cattivo spirito sovrumano ti turba”
Samuele non parla più con Saul. Dopo la morte di Samuele, Saul ve da una strega per interrogarlo, ma “consultare i morti”, è una pratica di spiritismo condannata dalla Legge di Mose con la morte (Deuteronomio 18:9-12, Isaia 8:19) Segue pa. 3

Vitaliano ha detto...

Pag. 3 > Ritorniamo a 1Samuele 31:1-13, e al Ver 8 dove dice che il “giorno dopo” della morte di Saul i filistei arrivarono per spogliare Saul. L’Amalechita, poteva esser arrivato poco prima o essere fra loro per prendersi i monili. Sapendo che Davide era in missione per annientare gli Amalechiti, l’Amalechita cercò un modo per aggraziarsi il nuovo Re. È probabile che l’impresa dei valorosi che recuperarono il corpo di Saul si sia diffusa in fretta in Israele e sia arrivata a Davide che era a Ziclag o Tsiklag vicino alla Filistea e al territorio Amalechita. Il “terzo giorno” arriva l’Amalechita, che si vanta d’aver ucciso Saul, sperando in una ricompensa o che gli fosse risparmiata la vita. Davide capisce la menzogna o l’oltraggio fatto all’Unto del Signore, e decreta di metterlo a morte come aveva stabilito Dio per i fatti accaduti ai giorni di Mosè. (vedi 2Samuele 1:1-15)
Io penso che la cosa più importante del racconto sia concentrarsi sul suicidio. Riguardo al “suicidio di Saul” lei dice: “Questo atto può essere considerato singolare perché l’Unto di Dio, nessuno lo avrebbe dovuto inquinare o ucciderlo con la spada di un mondano.”
Sinceramente questa regola non l’ho mai trovata scritta nella Bibbia. Era il pensiero di Saul, che era diventato superbo e disubbidiente, consultando anche la strega di Endor, cosa vietata dalla Legge di Dio. Non è strano che arrivò a disprezzare la vita col suicido. In 1Samuele 31:4
Saul a propose allo scudiero di ucciderlo, ma questi si rifiutò. Se fosse stata una regola stabilita da Dio non si spiegherebbe la morte di Cristo Gesù, il più grande “Unto del Signore”, il Re dei Re, che fu ucciso per decreto di un pagano, Ponzio Pilato e fu inchiodato a morte per mano di soldati Romani, uno dei quali lo trafisse al fianco.
Fra i casi più eclatanti di suicidio la Bibbia cita, anche Giuda, il quale, dopo aver pattuito con i Sacerdoti “30 pezzi d’argento” per tradire Gesù e dopo la morte di Gesù “provò rimorso”. Per la certezza della condanna di Dio, nel suo “pentimento”, non si rivolse a Dio, ma ai capi ebrei per confessare loro il suo peccato. ((Ebrei 10:26, 27, 31; Giacomo 2:19, Giacomo 5:3, 4; Ezechiele 7:19). Al tradimento di Gesù, aggiunse il suicidio. Matteo 26:14-15, 27:3-5, dice che Giuda “riportò il denaro ai sacerdoti” ma questi lo rifiutarono, quindi Giuda “lo gettò nel tempio e andò a impiccarsi”, ma non viene detto se lo fece subito o in seguito, ne cosa sia accaduto nel frattempo. Matteo 27:6-8 dice che i Sacerdoti decisero di comprare un capo per la sepoltura con quel denaro “sporco” è lo chiamarono “Campo di Sangue”. (Segue pa. 4)

Vitaliano ha detto...

Pag. 4 > Anche in questo caso sembra che ci sia un’apparente contradizione, perché in Atti 1:17-18 è detto di Giuda: “Egli era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. 18 Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere.”
Questo fa pensare che i Sacerdoti acquistarono quel campo a nome di Giuda, oppure che Giuda gettò nel Tempio solo una parte dei 30 pezzi d’argento e trattenne il costo del campo che acquistò, e non sappiamo se il campo di Giuda è lo stesso del “campo di Sangue” acquistato da Sacerdoti.
Altra apparente contradizione, fra il racconto di Matteo e quello di Atti è il tipo di morte che subì Giuda: uno dice che s’impiccò e l’atro che precipitò (da un dirupo) e si squarciò. Probabilmente entrambi i racconti potrebbero riportare particolari su questa verità. La zona di Gerusalemme è collinare ed è probabile che l’albero che scelse per impiccarsi fosse ai margini di un precipizio e il ramo scelto sul quale impiccarsi fosse secco o non sufficientemente robusto per reggere il peso di un uomo, quindi si spezzo facendolo sfracellare nel precipizio.
Sul suicidio esistono punti di vista molto diversi. Alcuni lo considerano un reato, altri un atto di codardia, altri ancora un modo onorevole per scusarsi quando si è commesso un grave errore. Secondo alcuni sarebbe un modo nobile per promuovere una causa come il caso dello studente cecoslovacco Jan Palach che, il 16 gennaio 1969 si diede fuoco davanti alla scalinata del Museo Nazionale Praga per protesta contro la mancanza di libertà nel suo Paese.
I diversi pareri dipendono dalla cultura religiosa, filosofica o patriottica. In India un tempo esisteva una tradizione religiosa detta sati, in base alla quale la vedova si gettava sul rogo funebre del marito. Anche se questa usanza è proibita da tempo, non è del tutto sparita. In Giappone il numero dei suicidi è tre volte superiore a quello delle vittime degli incidenti stradali. La cultura tradizionale giapponese, non ha mai condannato il suicidio, ed è noto il rituale del harakiri. (Segue pag. 5)

Vitaliano ha detto...

Pag. 5 > Fra i cristiani, invece, il suicidio è stato considerato per molto tempo un reato e fino a qualche secolo fa al suicida gli si negava il funerale religioso. Colmo dell’ironia, chi tentava il suicidio poteva incorrere nella pena di morte.

Ma che dire della Bibbia? In nessun brano biblico Dio suggerisce il suicidio come soluzione dei problemi. A motivo delle indicibili sofferenze fisiche, la moglie di Giobbe sembra che lo suggerì al marito: Ma traduzioni cattoliche differiscono da quelle evangeliche
Giobbe 2:9-10 (CEI, cattolica) “Allora sua moglie disse: «Rimani ancor fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori!». 10 Ma egli le rispose: «Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?». In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.”
Giobbe 2:9-10 (Nuova Diodati, evangelica) “Allora sua moglie gli disse: «Rimani ancora fermo nella tua integrità? Maledici DIO e muori!». 10 Ma egli disse a lei: «Tu parli come parlerebbe una donna insensata. Se da DIO accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare anche il male?». In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.”

Una cosa certa è che Satana istigo Gesù Cristo al suicidio, nella 2a tentazione subito dopo il suo battesimo dicendogli: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede». 7 Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo». (Matteo 4:5-7)
I racconti dei Vangeli indicano che Satana e i demoni possono influire direttamente sugli esseri umani, inducendoli, come nelle tre tentazione esercitate su Gesù, con voci, fenomeni paranormali di levitazione, o con visioni, a farsi del male o a fare del male ad altri. Le loro “voci” hanno spinto alcuni alla pazzia, all’omicidio o al suicidio. Per tale motivo la Bibbia vieta ogni pratica spiritica (Deuteronomio 18:10-12; Levitico 20:6, 27; Galati 5:19-21)
Segue pag. 6.

Vitaliano ha detto...

Pag. 6 > Naturalmente, certi fenomeni “strani” possono dipendere da disturbi fisici, come alterazioni della composizione chimica del corpo, che possono influire sulla mente e sui sensi. Ma negare l’esistenza dei demoni sarebbe come dire che Gesù ci raccontò menzogne, come ad esempio nel racconto che portarono una mandria di porci al suicidio. Matteo 8:28-34
Come i cristiani devono considerare il suicidio in base alla Parola di Dio?
Essendo Dio “la fonte della vita” dev’essere considerata preziosa, sacra. (Genesi. 9:5; Salmo 35:10 o 36:9) Quindi il suicidio, che significa togliersi la vita deliberatamente, o uccidersi, è condannato dalla Bibbia. (Esodo 20:13; 1Giovanni 3:15, Matteo 22:37-40
I pochi suicidi menzionati nella Bibbia riguardano alcuni che furono infedeli a Dio e che non considerarono, come detto in Ezechiele 18:14, che ogni vita apparteneva a Dio. I 4 suicidi descritti nelle Bibbia sono i seguenti: [1Samuele 31:4 (Saul); - 2Samuele 17:23 (Ahitòfel); - 1 Re 16:18 (Zimri); - Matt. 27:5 (Giuda)].
Chi si toglie intenzionalmente la vita rivela assoluto disprezzo per la santità della vita e si rende colpevole di spargimento di sangue. Chi commette suicidio mentre è in possesso delle proprie facoltà mentali mostra di non avere né moralità, né fede, né timore di Dio. Chi asserisse d’essere vero cristiano con questo atto infrangerebbe violentemente la sua relazione con i Creatore. In alcuni casi il suicida cede all’influenza di demoni che lo spingono a uccidersi. (Matt. 17:14-18) Con questo atto estremamente egocentrico di omicidio la persona rivela di non avere amore né per i familiari superstiti, né per la chiesa a cui appartiene, né per gli amici e neanche per gli altri abitanti della comunità, poiché reca vergogna e angoscia mentale a tutti coloro che la frequentavano.
Diverso è il caso di chi è fortemente depresso e non più responsabile delle proprie azioni, portato alla pazzia magari dall’uso di farmaci o droghe, da violenta persecuzione o per cose subite nell’infanzia come stupro o pedofilia. In tal caso Dio che legge il cuore saprà distinguere la differenza fra suicidio intenzionale, da quello irrazionale.
Quindi, si devono sempre tenere in considerazione le circostanze. La persona era affetta da una malattia mentale? Era nel pieno delle sue facoltà mentali? La colpa o la responsabilità era da attribuire a lei? In molti casi è difficile conoscere tutti i fatti.
Se amiamo la giustizia, lasceremo il giudizio nelle mani del misericordioso e onnisapiente Dio per ciò che riguarda il futuro di quelli che sono stati spinti al suicidio, e considereremo sacro ogni giorno di vita operando per meritare l’approvazione di Colui che diede la vita al genere umano.

Vitaliano ha detto...

Grazie