mercoledì, giugno 22, 2022

CAINO E ABELE

 

La prima coppia che rappresentò l’istituzione della famiglia nel mondo fu quella di Adamo ed Eva. Se dopo essere stati cacciati dal Giardino di Eden avrebbero potuto nutrire rancore per la condanna ricevuta, si evidenzia dai fatti, che marito e moglie temettero Dio e lo adorarono con sottomissione. Ce ne accorgiamo dal fatto che appena nacque Caino Eva espresse una preghiera di ringraziamento a Dio dicendo: «Ho acquistato un uomo dal Signore». Così, Caino è stato il primo figlio nato dalla prima famiglia istituita sulla terra e che ha avuto il privilegio di essere stato acquistato per volontà di Dio. Successivamente nacque un altro figlio di nome Abele, il quale, a differenza del primo non ebbe alcun privilegio di presentazione a Dio, come lo fu suo fratello. Questa disparità di benedizione è considerata un caso inspiegabile, la quale mostra in anticipo una certa disaffezione dei genitori verso il ragazzo e che ci porta a ipotizzare il preannunzio della prima morte di un innocente che verrà inglobata come apertura sacrificale del ministero di Dio. Su questo, non sappiamo leggere il significato né il fine. Anche se Abele potrebbe essere paragonato a Gesù per la sua innocenza, pur mancano molte correlazioni che ci indichino tale riferimento. Solo se Caino fosse paragonato al popolo di Israele, Abele, potrebbe essere correlato all’evento della crocifissione di Gesù, raffigurando Israele a Caino e Gesù ad Abele. Tuttavia, l’unico riferimento significativo resta la rappresentazione dell’inizio del male umano che si scaglierà contro il proprio fratello. Infatti, Dio comincia a spiegare a Caino che cosa è il male e come deve essere scoperto e dominato. Egli gli dice: Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta… ma tu dominalo. Questa frase ci illumina a considerare che se l’uomo si comportasse bene, difficilmente verrebbe attaccato dal male. Così, la vicenda di Caino e Abele è il primo avvertimento per l’uomo di seguire piuttosto i consigli di Dio e non quelli del suo cuore. Decade così, il detto che molti seguono e istruiscono di fare ciò che il cuore comanda. Consideriamo ora, la singolare situazione, in cui, Dio parla con Caino. In questa circostanza non si capisce se Dio fosse stato in Spirito visibile o invisibile, mentre la sua voce era per certo reale simile alla parola dell’uomo così era la stessa lingua. Genesi 4:9 Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Si evidenzia in questo colloquio il libero arbitrio dell’uomo, già in azione: Caino rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». Strano come Dio non dà peso al modo arrogante della risposta di Caino e prosegue a circoscrivere i fatti riguardo l’uccisone di Abele.  Genesi 4:10 Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Tuttavia, non avendo Dio ripreso Caino immediatamente sulla sua acerba risposta, ne fa sentire il peso subito dopo, Genisi 4:11 Ora sii maledetto. Non è valsa a Caino la sua primogenitura o la sua maestria di coltivare la terra né la sua presentazione da parte di Eva come offerta a Dio per essere perdonato, ma la sua azione fratricida distrusse, solo in un attimo la sua personalità e la sua vita. Eppure, Caino, pur cacciato dall’Eden, non dimenticherà suo fratello Abele. Egli avrà sempre un rimorso nel cuore che non riesce a cancellare. Nonostante questo suo apparente rimorso, il suo carattere si opporrà a Dio, facendo nascere l’idolatria nel popolo che lo ospitò. Non sappiamo il perché Dio lo fece grande, essendo che, egli costruì una città e che gli diede il nome di suo figlio Enoc considerando anche che la discendenza di Caino fu numerosa. Caino rimane un personaggio ambiguo e colmo di contradizioni e di oscuro futuro.  

Pace e fede nel Signore   

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